Nonna Pina, la guerra e Nemore Martoglio

 

Oggi Nonna Pina compie 89 anni.

La sua infanzia felice finisce a 13 anni. Nel 1942 due soldati nazisti entrano nella sua casa, dove stanno pranzando in 15, con il fratellino più piccolo nato da 8 giorni. Siamo nelle campagne dell’Istria, una cascina piena di vita, con le mucche dalle lunghe corna, le pecore e decine di conigli, ognuno con il suo nome.

I due soldati tedeschi mettono sulle spalle del padre di Pina una cassetta di munizioni e se lo portano via insieme allo zio e al nonno. Tutti i maschi della famiglia.
Li ritrova Pina, 3 giorni dopo, massacrati con altri 16 in fondo ad una scarpata, la testa di suo padre in pezzettini. I nonni che l'hanno accompagnata nella ricerca svengono a quella vista. E' lei a caricare i corpi per riportarli al paese per la sepoltura.

Smette così di dormire per mesi, per controllare tutte le notti che la madre non si getti nel pozzo con tutti i fratellini. Come hanno fatto altre donne del paese.
Con la fine della guerra le cose non migliorano. L’Istria non è più italiana e il regime di Tito non è una passeggiata, soprattutto per chi si sente straniero a casa propria. Ma andare via non è facile.

Dopo i campi profughi a Udine e Tortona, la famiglia di Pina raggiunge Torino dove lei trova finalmente lavoro. Dopo 3 anni di lavoro a cottimo, sui motori dei frigoriferi, Pina crolla in esaurimento nervoso. E' il 1961 ed è allora che avviene l'incontro, che le cambia la vita, con Nemore Martoglio. In quell'incontro con quell'uomo misterioso avviene il riconoscimento del talento di Pina.
Durante 3 lunghi anni di praticantato, in quella valle oggi famosa per la TAV, Pina scoprirà i terribili segreti di un grande guaritore schivo e riservato.

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